Categoria riguardante i Musei Civici Viggiutesi nel loro complesso

ENRICO BUTTI PITTORE

Mostra a cura dell’Associazione Amici dei musei Viggiutesi

Museo Butti dal 12 gennaio la 3 febbraio 2019

Inaugurazione sabato 12 gennaio 2018, ore 18.00

Orari d’apertura:

da martedì a venerdì 14.00-18.30, sabato 9.30 – 12.00 e 14.00-18.30 e domenica 15.00 – 18.00

Conosciamo la figura di Enrico Butti scultore per le numerose opere presenti nel territorio e, in particolare, grazie ai monumenti funebri del Monumentale di Milano.

Enrico Butti è un artista locale di florida produzione, criticato spesso per il suo stile mutevole caratterizzato da un eclettismo che non ha riscontrato forte apprezzamento dai critici dell’epoca, tuttavia notevolmente amato dall’aristocrazia borghese e dai comuni che gli commissionarono numerosi monumenti funebri e storici, sia in Italia che all’estero.

Lo scultore, sia nella sua arte che nel suo insegnamento alla Scuola di Scultura dell’Accademia di Brera, seppe rinnovare la scuola verso la direzione di una nuova sobrietà monumentale, in cui Butti coniugò l’adesione alle nuove istanze giocando in controtendenza.

Mentre, infatti, si diffondeva il nudo verista, di cui lui stesso fu promotore con il capolavoro Il Minatore, realizzò la Morente. L’opera, in cui è presente la nascente idealità simbolista, è anche una scultura caratterizzata dall’attenzione al dato reale, in una mescolanza di stili che hanno evidenziato l’eccletticità del nostro artista.

Eccletticità messa in luce anche dalla scelta di impiegare ed accostare materiali differenti, come il marmo con le tessere musive e il bronzo con la pietra Simona.

Ciò ha permesso a Enrico Butti di realizzare opere dal carattere originale, a volte eccentriche e bizzarre, come ad esempio la Pagoda Indiana, che gli stessi committenti richiedevano. Perciò è forse stata la critica attuale a ridimensionare la produzione artistica di Butti che risulta, sì mediocre rispetto ai grandi artisti ottocenteschi, ma assai florida e rappresentativa per un artista che si fa interprete del gusto della propria committenza.

Butti ha scelto l’eccletticità, realizzando opere che raccontano sia la sua vita artistica sia la storia di un’epoca.

Negli ultimi anni della sua vita, a causa della debolezza fisica, lo scultore abbandonò la realizzazione di imponenti opere in gesso per dedicarsi all’arte pittorica, realizzando tele di carattere descrittivo e naturalistico, che confermano l’eclettismo della sua continua ricerca artistica. Opere nelle quali è ancora vivo il tratto materico di Enrico Butti.

I numerosi dipinti sono presenti nella Gipsoteca Butti e completano il racconto dell’artista viggiutese; spesso però, di fianco alle grandiose e più famose opere scultoree, non riescono ad avere il risalto e l’attenzione che meriterebbero. Da qui nascono l’idea e la volontà degli Amici dei Musei Civici Viggiutesi di realizzare un evento che porti in luce anche quest’aspetto.

Con l’occasione il Museo presenta alcune opere inedite del nostro: il calco della mano di Enrico Butti, realizzato negli anni giovanili, la sua maschera funebre e il medaglione in bassorilievo raffigurante il defunto Achille Jemoli, la cui cappella funebre è ubicata al Cimitero di Gemonio.

Affiancano le opere di Butti due dipinti di Vespasiano Bignami e Antonio Piatti, artisti amici e coetanei dello scultore, e uno studio anatomico realizzato da Enrico e custodito presso gli archivi della SOMS di Viggiù.

II Biennale d’Arte Giovani 2018

dal 24 novembre al 23 dicembre 2018

a cura di Ignazio Campagna e Luca Scarabelli

L’esposizione biennale è nata con l’intenzione di far conoscere e promuovere i giovani artisti contemporanei. L’esposizione è sostenuta dal patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Brera, dell’Accademia di Belle Arti di Carrara e dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Alla mostra biennale sono invitati: Francesca Brivio, Valeria Borrelli, Sofia Cassina, Giacomo Cazzaro, Giacomo De Giorgi, Diana Dorizzi, Marco Fontichiari, Arianna Ingrascì, Arianna Magrini, Matteo Pizzolante, Edoardo Sessa, Diana Sgreccia, Emanuele Soldati, Luisa Turuani.

Gli artisti hanno ricerche e poetiche diversificate, presentano opere caratterizzate da poetiche tradizionali, con dipinti e sculture improntate alla figurazione, ma anche opere in cui gli aspetti predominanti ricadono sulla processualità o sono legati alla narratività fotografica, altri sulle caratteristiche specifiche dei materiali e altre ancora con carattere marcatamente concettuale. Quindi lavori realizzati con ogni mezzo espressivo, tecnica e materiale: pittura, fotografia, scultura, installazione, video.

Sempre in funzione della valorizzazione dell’arte dei giovani artisti contemporanei, in occasione della mostra si assegnerà un premio ad un artista tra i partecipanti alla biennale, che consiste nella possibilità di una mostra personale presso il Museo Enrico Butti di Viggiù nel 2019.

Referenti del progetto Biennale d’arte Giovani sono per i Musei Civici Viggiutesi, il direttore artistico Ignazio Campagna, per il Liceo Artistico Angelo Frattini, il responsabile delle attività espositive e del nonmuseo, Luca Scarabelli.

Inaugurazione sabato 24 novembre 2018, ore 16.00

Orari d’apertura:

da martedì a venerdì 14.00-18.30, sabato 9.30 – 12.00 e 14.00-18.30 e domenica 15.00 – 18.00

MARCO GRIMALDI. VISIONI IN ASSETTO VARIABILE

A cura e presentazione di Claudio Ceritelli

Museo Butti dal 21 ottobre all’11 novembre 2018

Inaugurazione domenica 21 ottobre 2018, ore 11.00

Orari d’apertura:

da martedì a venerdì 14.00-18.30, sabato 9.30 – 12.00 e 14.00-18.30 e domenica 16.00 – 19.00

Gli elementi che Marco Grimaldi ci propone navigano in un alveo spaziale indefinito e sospeso in una quasi immobile decantazione. L’occhio è spronato a scrutare ogni particolare per cercare forme tangibili e riconducibili a conoscenze già digerite e archiviate. I colori della tavolozza di Marco sfuggono ai recinti intellettuali scontati invitandoci a trovare risposte significative e rappresentative non certamente scontate, ma sottintese nel cammino di ogni individuo. Lo spazio illimitatamente contenuto preme con il suo peso compositivo e cromatico intorno ai confini dei supporti vibrando con vigore e sintonizzandosi con forme descritte avvolgendole in aureola sagomata ad hoc. Stesure di colore per grandi superfici scure dove il modulo seriale prende coscienza formale ripetendosi con alcune differenze e comunicandoci messaggi con lingue a noi sconosciute: un invito a un incontro amichevole, dunque, per una riflessione interiore dentro queste luci fissate in maniera stabile in un’atmosfera fluttuante e senza corpo anelando luoghi alternativi a quelli conosciuti e convenzionali. Marco Grimaldi ha realizzato queste opere appositamente per il Museo Butti portando avanti con forte impegno e trasparenza creativa la sua ricerca personale unica nel suo genere. Marco è il settimo artista di nove che fanno parte del progetto espositivo viggiutese, condiviso dal critico d’arte Claudio Cerritelli: 9 Artisti allievi di Gottardo Ortelli. L’iniziativa vede coinvolti Tetsuro Shimizu, Ayako Nakamiya, Elena Strada, Pietro Pasquali, Alessandro Fieschi, Rossella Rapetti e Misia De Angelis insieme a Piermario Dorigatti che saranno presenti nel 2019 per completare l’intero progetto. Quindi grandi mostre, grandi artisti per un grande Museo e per un omaggio a Gottardo Ortelli, loro maestro all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.                                                                                                                                                 I.C.

GIAN LUIGI BENNATI. La scoperta delle opere inedite

Mostra a cura di Ignazio Campagna

Presentazione di Bruno Fasola

Museo Butti dal 9 settembre al 7 ottobre 2018

Inaugurazione domenica 9 settembre 2018, ore 11.00

Orari d’apertura:

da martedì a venerdì 14.00-18.30, sabato 9.30 – 12.00 e 14.00-18.30 e  domenica 16.00 – 19.00

Una mostra di sculture focalizzata su opere prevalentemente inedite: questo è l’intento con cui, dal 9 settembre al 7 ottobre 2018, presso il Museo Enrico Butti di Viggiù, il critico d’arte Bruno Fasola presenterà la personale di Gian Luigi Bennati (1929-2011), celebre scultore milanese di nascita, ma varesino d’adozione.

Nonostante una carriera di oltre sessant’anni, numerose  esposizioni, una particolarità stilistica ormai celebre, nello studio del Maestro sono conservate diverse opere ancora sconosciute; ecco perché una ventina di queste verranno esposte, a scopo divulgativo, nelle sale dello spazio viggiutese.

La personale si focalizzerà, come detto, su lavori inediti in gesso, marmo e bronzo, di piccole e medie dimensioni, sviluppati  partendo da una visione surrealista: visione, questa, che Bennati ha più volte affrontato nel corso della sua carriera artistica.

Come afferma il curatore della mostra  Ignazio Campagna: «la mostra racconta momenti inediti e intimi della vita artistica di Bennati».

Da ultimo va detto che la personale non intende essere un’antologica, ma un percorso  che metta in evidenza il lavoro realizzato dai primi anni ’80 al principio degli anni  2000.

Aldo Ambrosini. Punto esclamativo

Mostra a cura di Ignazio Campagna

Presentazione di Ettore Ceriani

Museo Butti dal 16 giugno al 15 luglio 2018

Inaugurazione sabato 16 giugno 2018, ore 17.30

Orari d’apertura:

da martedì a venerdì 14.00-18.30, sabato 9.30 – 12.00 e 14.00-18.30 e  domenica 16.00 – 19.00

Artista preparato e ben considerato da pubblico e critica per la coerenza della sua ricerca che dà vita ad una distintiva espressività, Aldo Ambrosini presenta al Museo Butti di Viggiù i suoi recenti lavori sotto il titolo “Punto Interrogativo”.

Un titolo che ben riassume ed evidenzia le radici attorno alle quali il pittore riflette ed opera, portando avanti con lucidità: motivazioni profonde e continuamente indagate, linguaggio schietto negli esiti, capacità di interloquire con l’osservatore, confrontandosi su valori di evidente valore culturale ed umano.

La sua figurazione pulita e priva di eccessive descrizioni nasce da una maturazione a lungo circostanziata negli anni, come si può evincere dalle figure che pescano dall’intera storia dell’arte, pur facendo proprie alcune tendenze dell’arte moderna, debitamente rivisitate nelle posture dei corpi, che sembrano vagare nel vuoto e nel silenzio.

Nato a Varese nel 1942, Ambrosini ha iniziato ad esporre nel 1965 e, dopo aver frequentato i corsi di pittura all’Accademia di Brera ed al Castello Sforzesco, ha partecipato ad importanti mostre collettive (Premio San Fedele, Premio Città di Gallarate, varie mostre della Associazione Liberi Artisti della Provincia di Varese), non rinunciando nel contempo a promuovere significative “personali”.                                                                                        E.C.

I marmi tra Carrara, Viggiù e Montignoso. La scultura all’Accademia di Belle Arti di Carrara

A cura di Ignazio Campagna

Museo Butti dal 15 aprile al 6 maggio 2018

Inaugurazione sabato 12 maggio 2018, ore 17.30

Orari d’apertura:

da martedì a venerdì 14.00-18.30, sabato 9.30 – 12.00 e 14.00-18.30,  domenica 16.00 – 19.00

Una grande mostra è presente nei locali espositivi che furono lo studio di Enrico Butti: ventisei scultori dell’Accademia di Belle Arti di Carrara che il padrone di casa sarebbe stato, ne sono certo, molto contento di ospitare. Il Museo Butti nelle priorità programmatiche ha sempre dato spazio e importanza alla promozione dei giovani nel campo artistico in generale, non soltanto per la scultura, come confermerà a novembre la seconda Biennale internazionale d’Arte Giovani con la collaborazione del Liceo Artistico Statale Angelo Frattini di Varese. Entrambe le iniziative, l’esposizione di oggi e la Biennale che inaugureremo, hanno avuto la condivisione di tutta l’Amministrazione comunale vedendo positivamente la presenza di giovani studenti e artisti nel Polo Museale viggiutese prima di continuare i propri studi nelle diverse accademie italiane come quella di Carrara appunto.

Le opere presenti nella consueta sala espositiva, ovvero lo studio che fu del Butti, nella Gipsoteca e nel Museo degli Artisti viggiutesi del ‘900 sono di diversa natura e tecnica spaziando dalla ceramica al legno, dal bronzo al classico marmo carrarino. Si possono osservare immagini figurative e aniconiche scelte per un linguaggio artistico scultoreo liberamente dettato dalla propria creatività con uno sguardo al passato e una proiezione al futuro. Si evincono da queste opere una padronanza tecnica e una comunicazione espressiva singolari poiché ogni scultura riesce a portare in sé un piccolo mondo facendoci viaggiare tra Alpi apuane e Prealpi lombarde con tappa a Montignoso, un altro comune della Versilia, ricco di grandi artisti.

Questa mostra non vuole essere un momento sporadico della programmazione museale viggiutese, ma nasce con l’auspicio di diventare un appuntamento con scadenza biennale capace anche di coinvolgere altre accademie lombarde e, perché no, di altre regioni italiane. (I.C.)

I 26 artisti: 

Italia: Fabio Quattrocolo, Sofia Cassina, Marianna Quintiliani, Alfredo Calasso, Davide Vanzo, Anna de Cesari, Sabrina Davi, Emanuele Soldati, Susanna Catalano, Michael Cuna, Jonathan Campisi, Lorenzo Millo, Elisa Martinasco, Matteo Pucci, Rebecca Giani, Matteo Zeni, Marco Augusto Basso, Paola Togneri; Inghilterra: Michela Tabaton Osbourne; Russia: Kai; Germania: Samantha Woods; Corea del Sud: Yunmi Lee, Sion; Mongolia (Cina) Lz Biao, Jie Fu, Qiao Lin Zhang.

ROSSELLA RAPETTI

TRA CIELO E TERRA

A cura di Claudio Cerritelli

Museo Butti dal 15 aprile al 6 maggio 2018

Inaugurazione domenica 15 aprile 2018, ore 11.00

Orari d’apertura:

da martedì a venerdì 14.00-18.30, sabato 9.30 – 12.00 e 14.00-18.30,  domenica 16.00 – 19.00

Il Polo museale viggiutese continua con le proposte legate al progetto 9 Artisti: allievi di Gottardo Ortelli pensato dal Conservatore dei Musei Civici Viggiutesi Ignazio Campagna nel 2013 e curato dal critico d’arte Claudio Cerritelli. Con la sesta esposizione Rossella Rapetti sarà presente al Museo Enrico Butti di Viggiù (VA) aprendo di fatto il calendario espositivo del 2018. L’artista propone per questa occasione la sua nuova produzione tutta incentrata sul colore, come è giusto che sia, dove le sue creazioni pittoriche fluttuano senza peso sui supporti cartacei tra evanescenze e cromie fondendosi in minuscoli elementi vitali e contaminandosi a vicenda. Veicolo centrale che coagula le tonalità pittoriche è l’acqua che catturando le nuove superfici della carta le fissa definitivamente nel tempo. Rossella Rapetti, (Milano, 1965) presenta in questa personale dal titolo “Tra cielo e terra”, una raccolta di opere su carta legate al tema del rosso e del blu. Grandi acquarelli accanto a serie modulari si alternano in mostra; ultime opere di un percorso sulla pittura ad acquarello di matrice astratto-lirica che dura da oltre un ventennio. Un periodo nel quale l’artista ha esplorato l’eloquenza dei colori della gamma del rosso scarlatto, porpora, vermiglio, fino alla sfera dei blu e dei viola, spingendo la radice emozionale dell’espansione dell’acquarello, a confrontarsi con l’intuizione e il contrappunto del segno. Piccoli punti, gocce, tondi accanto a grandi distese cromatiche narrano l’avvicendarsi di storie ancestrali ad attimi di vita pulsante, in una unità d’insieme di raffinata suggestione visiva.

Ricordando Nino Cassani

Nasceva a Viggiù il 3 dicembre 1930. Compiva gli studi all’Accademia di Brera di Milano e iniziava l’attività artistica nel 1955 presentando sculture figurative realizzate in pietra, materiale che predilige perché congeniale al suo modo di scolpire e arrivando poi alle ’‘trasformazioni” del 1958-9.

Dal I960 con le “pietre vive” ricerca nella pietra maggiori possibilità espressive, amplificandole poi nei “rotanti” e nelle “strutture circolari” dove prevale l’idea del movimento.

Dal 1961 molte sono le mostre personali in Italia e all’estero. Partecipa inoltre alle principali rassegne nazionali ed internazionali: Biennale di Venezia (1962), Biennale di Parigi (1963) dove ottiene il premio Rodin, Biennale Internazionale di scultura di Carrara (1962 – 1965 – 1967 – 1969 – 1973), Quadriennale di Roma (1965), Biennale di Anversa (1965); Mostra itinerante del bronzetto italiano contemporaneo nel 1971 a Budapest, Buenos Aires, Montevideo, Rio de Janeiro, Sao Paulo; nel 1972 a Città del Messico, Tokio, Osaka, Hahone; nel 1974 a Hong Kong.

Espone a Padova in occasione del Concorso internazionale del bronzetto Palazzo della Ragione (1959 -1961 – 1963 -1965 – 1967 – 1971) e a Milano Museo Poldi Pezzoli, in occasione della mostra “Milano 70/70, un secolo di arte a Milano” (1970). Nel 1972 il Museo Middelheim di An-versa dedica un’ampia rassegna alle sue opere. Partecipa alla Triennale europea di scultura – Parigi – Palais Royal (1978), alla Biennale Nazionale Città di Milano – Palazzo della Permanente (1974 -1984-1993 -1995), alla mostra “Scultura a Varese dal Verismo ad oggi” – Varese-Castello di Masnago (1994), a “Due secoli di scultura: la città di Brera” Milano, – Accademia di Belle Arti (1995), a “Linea della scultura a Padova” Musei Civici di Padova (1996), a “Naturarte” -Castello Morando Bolognini di Sant’Angelo Lodigiano (2003 – 2005 – 2007), ad “Arte oggi a Varese” Maccagno – Museo Parisi Valle (2008). A “scultura nella città” progetti per Milano museo della permanente Milano (2009). A “scultura nella città” progetti per Milano museo della permanente Milano (2009)

È stato titolare della cattedra di scultura all’Accademia di Venezia (1977-1981), all’Accademia Albertina di Torino (1982-1989)e all’Accademia di Brera di Milano (1990-1995). Le sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. Ha vissuto e lavorato a Milano dove si è spento l’11 dicembre 2017.

Ai Musei Civici viggiutesi “Enrico Butti” ha rivestito l’importante carica di Conservatore, dal 2006 al 2012, periodo durante il quale i musei, hanno subito importanti interventi di trasformazione e rinnovamento che lo hanno visto protagonista assoluto, e sempre grazie al suo operato hanno ottenuto il riconoscimento regionale.

Ricordiamo anche il suo essenziale apporto per la riorganizzazione della nuova sede del “Museo dei picasass” nella ex scuderia di Villa Borromeo; l’instancabile volontà con la quale ha perseguito la riorganizzazione del “Museo degli artisti viggiutesi del Novecento”, nella sua sede storica, l’apertura del nuovo “Museo della scultura viggiutese dell’Ottocento” nell’Orangerie di Villa Borromeo e la predisposizione delle schede descrittive delle opere esposte, che ancora oggi, accompagnano il visitatore alla scoperta dei Musei.

Desideriamo ricordare anche le importanti esposizioni, da lui organizzate, che hanno ottenuto ampio consenso tra i viggiutesi, con le quali ha voluto ricordare importanti artisti viggiutesi quali: Ettore Cedraschi, Gottardo Freschetti, Nando Conti ed Enrico Butti.

Michela De Carli. Tratti del cuore.

A cura di Ignazio Campagna

Presentazione di Alberto Moiraghi

Villa Borromeo dal 12 novembre al 3 dicembre 2017

Inaugurazione domenica 12 novembre 2017, ore 11.00

Orari d’apertura:

mercoledì 10 – 12 / sabato e domenica 16 – 19

“Tratti del cuore” è il titolo della mostra che Michela De Carli presenta al museo civico viggiutese di villa Borromeo. In questa prima mostra personale sono raccolte le opere di una giovanissima artista, Michela, capace di restituire visivamente i soggetti attraverso “tratti” grafici in forme e colori di un realismo quasi fotografico e di far emergere il “cuore” del soggetto rappresentato, ciò che lo abita. Michela è una giovane artista in ricerca, con uno sguardo che si rivolge al mondo in modo curioso, stupito, contemplativo, positivo, lo sguardo di una bambina, non ingenua ma semplice, pura nel cuore e nelle intenzioni. Le opere esposte hanno per soggetto famigliari dell’artista. Sono rappresentati da soli o in atteggiamenti di solitudine, come il sonno, momento in cui l’umano si ritrova con sé stesso solo, in contatto con l’onirico e l’inconscio, sospeso tra realtà e sogno. In questa mostra è come se Michela de Carli riunisse le parti di sé ritrovate e dipinte nei soggetti e le mettesse in dialogo tra loro e con il pubblico comunicando al mondo la parte più intima di sé, il cuore, traendo fuori da esso bellezza e talento.

FLORIANO BODINI – LA VIA DEL ROSARIO

A cura di Ignazio Campagna e Lara Treppiede

Museo Enrico Butti, dal 28 ottobre al 10 dicembre 2017

Il Polo Museale Viggiutese Enrico Butti, in collaborazione con il Museo Floriano Bodini di Gemonio, ospita nell’autunno 2017, il progetto ed i bozzetti dei bronzi del maestro utilizzati per la “Via Sacra di Viggiù”.

Nel decennale dalla scomparsa di S.E. Monsignor Gianni Danzi ho voluto ospitare al Museo Butti di Viggiù una serie di elaborati grafici e a bassorilievo di un’opera che sembra passi inosservata agli occhi di un pubblico a volte distratto. Dal 28 ottobre al 10 dicembre 2017, data importante poiché sarà la II^ domenica d’Avvento e la giornata che ricorda la Beata Vergine di Loreto dove Monsignore è stato Arcivescovo, è possibile visitare una mostra inerente in primis la realizzazione di 21 medaglie (presenti alla mostra) volute da Giovanni Paolo II° nel XXV° anno del suo pontificato (1978-2003) quando proclamò Anno del Rosario “Rosarium Virginis Mariae” il periodo che va dalla fine del 2002 a quella del 2003; in secondo luogo l’esposizione mostrerà la volontà di Monsignor Danzi di collocare 21 bassorilievi in bronzo di 26 cm. di diametro fusi e offerti da S.E. a Viggiù. Sei stazioni accompagnano infatti dal 2008 la via sacra del Rosario che sale al colle Sant’Elia; esse sono state realizzate con monoliti/steli di Pietra di Saltrio dove sono incastonati i bronzi dello scultore Floriano Bodini rappresentanti i Misteri del Rosario: della gioia, della luce, del dolore e della gloria, cinque bassorilievi per ogni stazione.  Per la prima volta i 21 bassorilievi riuniti ed esposti eccezionalmente per questo evento mostrano tutto lo spessore di uno scultore dall’innata creatività capace di vedere spesso oltre il tangibile. Sono tondi con una modellazione sottile e tendenti allo stiacciato in gergo tecnico e schiacciato nella lingua comune con appena percepibili variazioni di spessore molto care a Floriano. Catalogo nel museo. (I.C.)

Inaugurazione sabato 28 ottobre 2017, ore 17.00

Orari d’apertura:

da martedì a venerdì 14.00-18.30 sabato 9.30-12.00 e 14.00-18.30 domenica 16.00–19 .00